Società della conoscenza

massimo cimatti

Peter Drucher (noto economista statunitense), scrive nel suo libro Post-Capitalist Society del 1993, che staremmo per entrare in una «società della conoscenza» dove «la risorsa economica fondamentale» non è più rappresentata dal capitale né dalle risorse naturali e neppure dal lavoro, ma dalla «conoscenza» e dai «soggetti» che la generano.

Per Drucker una delle più importanti sfide alle quali ogni organizzazione deve rispondere in una società della conoscenza è la costruzione di procedure sistematiche per gestire i propri processi di trasformazione.
Per affrontare un problema complesso, come quello della gestione della conoscenza, è importante illustrare ed affinare alcuni concetti, quindi, i dati sono fatti oggettivi che descrivono eventi o situazioni, ma che non ne forniscono alcuna interpretazione. Le informazioni attribuiscono un significato ai dati, ne indicano la rilevanza e lo scopo e forniscono una base per poter intraprendere delle azioni. Esse nascono non solo dai dati, ma anche da fatti esterni, da errori, dalla storia del settore, Alle esperienze vissute nell’impresa, dal contributo degli abituali interlocutori dell’impresa. La conoscenza, rispetto ai primi due, include un contributo umano ed un valore significativamente maggiori.



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